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A pochi passi dall'appartamento si concentrano i siti artistico culturali di maggiore interesse della città: il Duomo, il Museo del Tesoro di San Gennato, Cappella San Severo, il Museo Madre, Santa Chiara, San Gregorio Armeno, Napoli Sotterranea, Pio Monte della Misericordia e tanto altro. Inoltre sono presenti le più rinomate pizzerie e trattorie come Sorbillo, Concettina ai tre santi (Ciro Oliva), Add'e figliole, Trianon, Michele, Nennella. Il centro storico è interamente pedonale e a tratti è zona a traffico limitato, è collegato bene con il resto della città sia con il quartiere borghese Chiaia e il lungomare tramite metro che con i quartieri collinari Vomero e Posillipo tramite funicolare. Inutile ribadirlo, Pop Bell House batte nel cuore di Napoli.

Cappella Sansevero

il Museo Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s'intrecciano creando qui un'atmosfera unica, quasi fuori dal tempo.

Tra capolavori come il celebre Cristo velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa "tessitura" del velo marmoreo, meraviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche, la Cappella Sansevero rappresenta uno dei più singolari monumenti che l'ingegno umano abbia mai concepito.

Un mausoleo nobiliare, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero (fonte http://www.museosansevero.it/it/)

Napoli Sotterranea

I primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, quasi alla fine dell’era preistorica. Successivamente, nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari per costruire le mura e i templi della loro Neapolis e scavarono in numerosi ambienti per creare una serie di ipogei funerari.  Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana: i romani infatti in epoca augustea dotarono la città di gallerie viarie e soprattutto di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 km di distanza dal centro di Napoli. Altri rami dell’acquedotto di età augustea arrivarono fino a Miseno, per alimentare la Piscina mirabilis, che fu la riserva d’acqua della flotta romana. Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramavano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore. I sotterranei furono poi utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugi antiaerei. Resti di arredi, graffiti e vari oggetti in ottimo stato di conservazione testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti. (fonte https://www.napolisotterranea.org/)

Pio Monte della Misericordia

 

Il Pio Monte della Misericordia è un’Istituzione fondata nel 1602 da
sette nobili napoletani che, consapevoli delle necessità di una
popolazione bisognosa di aiuto e di solidarietà, decidono di devolvere parte dei propri averi ed il proprio impegno alle opere di carità.

La seicentesca chiesa, a pianta ottagonale, espone sull’altare maggiore il capolavoro di Caravaggio, “Le Sette Opere della Misericordia“, che concentra in un’unica grande tela quanto il Monte si impegnava a fare sin dalla sua fondazione.

Nelle cappelle laterali sono custoditi i dipinti di Battistello Caracciolo “San Pietro liberato dal carcere”, Fabrizio Santafede “Cristo ospitato in casa di Marta e Maria” e “San Pietro resuscita Tabithà”, Luca Giordano “Deposizione”, Giovan Vincenzo D’Onofrio detto il Forlì “Il Buon Samaritano”e Giovan Bernardo Azzolino “San Paolino libera lo schiavo” che illustrano le opere della misericordia esercitate sin dai primi anni d’attività.

Nel 1658 il progetto della chiesa fu affidato a Cosimo Fanzago ma questi era già impegnato in altri lavori in città, gli Associati dunque si rivolsero ad un’altra grande personalità in campo artistico: l’ingegnere del Regno Francesco Antonio Picchiatti (1617 – 1694) ugualmente celebre ed apprezzato. (fonte https://www.piomontedellamisericordia.it/il-pio-monte/cappella/)

Monastero di Santa Chiara

Il Complesso Monumentale di S. Chiara, comprendente Chiesa, Monastero e Convento, fu innalzato dal 1310 al 1328 per volere del monarca Roberto D’Angiò e di sua moglie Sancia di Maiorca. I sovrani, entrambi devoti a San Francesco di Assisi e a Santa Chiara, vollero costruire una cittadella francescana che accogliesse nel monastero le Clarisse e nel convento adiacente i Frati Minori. La Chiesa, nucleo centrale dell’intero complesso, sorse con il titolo di Ostia Santa o Sacro Corpo di Cristo, dedicazione suggerita dal Miracolo Eucaristico di Bolsena, avvenuto nel 1264; la suddetta denominazione mutò da subito in Santa Chiara,probabilmente per lo straordinario numero di Clarisse presenti nel monastero. (fonte https://www.monasterodisantachiara.com/)

Spiaggia di Posillipo e Palazzo Donn'Anna

Nelle credenze popolari Donn'Anna viene confusa con la famosa e discussa regina Giovanna d'Angiò che qui avrebbe incontrato i suoi giovani amanti, scelti fra prestanti pescatori e con i quali trascorreva appassionate notti di amore, per poi ammazzarli all'alba facendoli precipitare dal palazzo; la leggenda vuole che le anime di questi sventurati giovanotti tuttora si aggirino nei sotterranei dell'antica dimora, affacciandosi al mare ed emettendo lamenti. Il celebre Palazzo affaccia sulla splendida spiaggia di Posillipo da cui si possono ammirare l'isola di Capri, il Vesuvio e tutta la Penisola Sorrentina.

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